Vai al contenuto Vai al footer
TitoloGrande vaso da farmacia “Theriaca”EpocaFine XVII - Inizi XVIII secoloProvenienzaManardi, BassanoDimensionicm h 66Condividi

Ceramica di Bassano, Manardi, fine XVII – inizi XVIII sec.

Il monumentale vaso da farmacia si distingue per una presenza scenografica di gusto pienamente barocco, caratterizzato dalla tipica ed elegante forma a rocchetto (struttura riconducibile alla celebre tipologia dell’albarello), sormontato da un alto coperchio a cupola.

Grande vaso da farmacia Theriaca, maiolica di Bassano, manifattura Manardi

L’intero vaso è finemente decorato in monocromia blu cobalto su un fondo bianco latteo. L’elemento visivo più evidente è rappresentato dai grandi festoni che avvolgono ad anello le sezioni bombate superiori e inferiori e il coperchio. La fascia centrale del vaso offre una doppia narrazione scenica. Sul fronte risalta l’iscrizione speziale, tracciata in eleganti caratteri gotici accompagnati da abbreviazioni in maiuscoletto romano. L’epigrafe riporta la dicitura “Theriaca Androm. Sen. co. Vena.” sormontata dagli scioglimenti “ACHI”, “NTRA” ed “ENA”, da leggersi integralmente come “Theriaca Andromachi Senioris Contra Venena”. La presenza esplicita “Contra Venena” (contro i veleni) è un dettaglio paleografico raro che impreziosisce il manufatto. Sul retro, libero dal cartiglio, si dispiega una fitta narrazione fito-zoomorfa il cui fulcro visivo è un leone ritratto di profilo con le fauci dischiuse. Attorno al felino, lo spazio è solcato dal volo di grandi uccelli. Questa pienezza decorativa asseconda l’horror vacui tipico della maiolica seicentesca.

Fondata nella seconda metà del Seicento (attiva tra il 1669 e il 1744), la manifattura dei Manardi diede avvio alla grandiosa tradizione ceramica del distretto di Bassano e Nove, prima dell’avvento della ditta Antonibon. La produzione Manardi si distinse proprio per le maioliche a smalto di alta qualità con decori in monocromia blu cobalto — in particolar modo il decoro “a penna di pavone” e le profilature con fitti elementi vegetali e piccoli animali — destinate al ricchissimo mercato delle farmacie e degli speziali della Repubblica di Venezia.

L’iscrizione “Theriaca” qualifica il vaso come raro contenitore per la panacea di origine classica composta da oltre sessanta ingredienti (tra cui carne di vipera, oppio e spezie rare) rimasta in uso fino all’Ottocento. La complessità e l’elevato costo della sua preparazione — che nella Repubblica di Venezia avveniva con solenne cerimoniale pubblico sotto il controllo del Collegio dei Medici — rendevano questo farmaco il più prestigioso dell’epoca. Con un’altezza monumentale di 66 cm, il manufatto travalicava la semplice funzione d’uso per assolvere a un preciso ruolo di rappresentanza: posizionato in vista nella spezieria, attestava l’autorità, il rango e il potere economico della farmacia committente.

Vaso da farmacia Theriaca, dettaglio dell'iscrizione Contra Venena