Peschiera del Garda, 1866
L’opera raffigura una veduta prospettica del Lago del Frassino, specchio d’acqua situato a ridosso di Peschiera del Garda.
Sulla destra, in primo piano lungo il canneto tipico delle sponde del lago, si scorge un’imbarcazione da pesca con figure in abiti d’epoca, affiancata da un capanno in cannizzato e reti stese ad asciugare. Sulla sinistra, una strada sterrata risale la collina verso una casa padronale dominata dalla bandiera italiana. Sullo sfondo, oltre la vegetazione con pioppi slanciati, una luce calda rivela i profili delle colline moreniche e il fumo di un treno in lontananza.
Ercole Calvi (Verona, 1824 – 1900) fu tra i maggiori interpreti della pittura di paesaggio veneto-lombarda dell’Ottocento. Formatosi presso l’Accademia Cignaroli di Verona, completa i suoi studi a Milano all’Accademia di Brera; fu allievo di Canella, di cui proseguì e sviluppò l’ispirazione. Si dedicò in modo particolare alle vedute lacustri del Lago di Como e del Garda, di cui l’opera in esposizione è un esempio eloquente.
Perfino il Lago del Frassino, luogo raro nella pittura, è raggiunto dalla celebrazione dell’Unità d’Italia – nel 1866, anno in cui il dipinto è datato, il Veneto viene annesso al Regno – con il tricolore che sventola sul tetto della villa.






